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Groppo e Groppetto - Leggenda popolare

I fiumi Gemelli - Leggenda popolare
Groppo e Groppetto - Leggenda popolare

  Un tempo lontanissimo, sotto l’imponente parete delle Trevine, viveva un gigantesco mago. Aveva una grande passione per il suo giardino che si estendeva nella vasta conca a sud-est del gruppo del Penna.
Qui faggi giganteschi, grandi prati fioriti e due perle di laghi arricchivano il giardino incantato.

Mille e mille anni fa, due fratelli, Groppo e Groppetto, trascorrevano il tempo a pascolare i loro greggi sulle praterie del monte Orocco.
Il fratello maggiore allietava le giornate di Groppetto raccontando bellissime fiabe e leggende.
Ma un triste giorno i due fratelli, immersi nel mondo fantastico dei loro racconti, non si accorsero che le pecore del gregge si erano allontanate dai pascoli dell’Orocco e avevano invaso il giardino del mago, gelosissimo delle sue stupende fioriture.
Quando i due ragazzi giunsero nel grande giardino devastato dalle pecore, li accolse il mago infuriato che, senza ascoltare le loro ragioni, li afferrò e li precipitò in fondo ai due laghetti gridando: “Non vedrete mai più la luce del sole!” e staccando due enormi massi dalle pareti incombenti del Penna, copri i due laghetti facendoli scomparire per sempre.
 
Oggi al loro posto si ergono: il Groppo e il Groppetto.
Passò tanto tempo e i due ragazzi, scavando con le mani, riuscirono a giungere attraverso due cunicoli, alle caverne dei due massicci rocciosi.
Per una misteriosa coincidenza entrambi uscirono dall’imboccatura delle grotte nello stesso istante.
 
Era una notte limpidissima di un plenilunio di primavera. I fratelli rapidamente raggiunsero la cima delle due alture.
Groppo, per rincuorare il fratello cominciò a raccontare bellissime storie del nostro Appennino. Poi, prima che il sole apparisse all’orizzonte, i due tornarono nelle viscere della terra. Da allora, ogni anno nella notte del plenilunio di primavera, i due riemergono per raggiungere le vette del Groppo del Groppetto.

Se qualcuno si reca quassù in quella notte, può ascoltare, in profondo silenzio, il sussurrare dei racconti dei due sfortunati fratelli.
 
Racconto di Giannino Agazzi
 


Data di creazione: 03/12/2003
Data di modifica: 03/12/2003
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