E’ la bella montagna sovrastante Bedonia che si eleva a guisa di cono tra le valli del taro e del ceno vestita nella sua sommità di praterie e di annosi faggeti , dalle cui balze sgorgano fresche e limpidissime sorgenti tra cui la così detta “fontana sfogata”.
Il Cap. Boccia afferma essere le sue acque “commendate perché guariscono da molti mali coloro che ne devono e ne prendono i bagni”.
Anche il Piccinelli nella sua descrizione delle Valli del taro e del Ceno (1617) dice che “ bevendo l’acqua della quale si guariscono tutti i mali di gola”.
La visuale da questa vetta supera quella del Monte Penna.
Infatti nelle giornate di perfetta trasparenza non è difficile scoprire il mare, si spazia a sud nella vallata del Taro e a nord in quella del Ceno “ tutta a seni e anfratti per le vallette da cui è interessata, le quali specialmente nelle ore pomeridiane si vestono di giochi sorprendenti di luce.
E attorno nel sereno immenso una corona grandiosa di giganti che si seguono secondo una curva ovest-sud-est Monte Ragola, Maturasa, Bue Penna, Zatta, Zuccone, Gottero, Molinatico , Orsaro.Poi le Alpi Apunae, il Barigazzo, il Pizzo d’Oca , le montagne di bardi, di Morfasso, di Bettola.Lontanissima appare la pianura divisa dal Po e sopra i vapori dell’orizzonte si intravede fiammeggiare il Monte Rosa “ (Flora del Monte Pelpi – La giovane montagna 1942)
Questo monte maestoso, lambito dal Ceno e dal Taro, che difende dai venti freddi del nord Bedonia e Compiano, nella cui cima si allarga una prateria lunga un chilometro e mezzo merita di essere valorizzato anche nella stagione invernale.Infatti nel versante Nord si conserva a lungo la neve, vi crescono anche fiori rari , tra cui arniche, orchidee e narcisi.
Una grande croce di ferro alta 23 metri innalzata nel luglio 1956 corona la vetta.
Un bell’invito per gli appassionati della montagna è la festa campestre di San Gioacchino che si celebra a metà agosto.
Bibliografia
-Itinerari Turistici della Provincia di Parma - E. Dall'Olio -
Artegrafica Silva 1976