Escursioni

Bedonia e il suo territorio, che abbraccia le alte valli del taro e del Ceno, accolgono gli escursionisti attenti e curiosi nel verde riposante e suggestivo dei loro monti.

 

Attorno al capoluogo si ergono infatti i monti Pelpi, Segarino ed Orocco, montagne costituite da rocce sedimentarie di origine marina i cui strati di marna e calcare, variamente piegati, portano spesso impronte fossili.

 

La fascia sub-montana, oltre i prati coltivati, è ricoperta da fitti boschi di querce e castagni, frammisti a noccioli, frassini, maggiociondoli, carpini , pioppi tremuli e, lungo i torrenti, salici, ontani e ancora pioppi.

 

La fascia monTana è invece ricoperta in massima parte da faggi, con qualche sorbo montano e sorbo degli uccellatori.

 

Le  praterie d’altitudine sono ricche di fiori particolarmente interessanti:

-         nel Monte Pelpi le fioriture dei profumatissimi narcisi e della dafne (fior di stecco), o le deliziose macchie di colore di genziane e orchidee nei mesi di aprile e maggio

-         nel Monte Orocco le praterie possono invece vantare incantevoli distese gialle di arnica montana e botton d’oro

 

Abbandonando Bedonia e le valli ad essa convergenti, si arriva all’alta Valle del Ceno.

 

Il paesaggio è completamente diverso da quello dei tre monti che circondano le immediate vicinanze del paese.

 

Qui le cime sono assai aspre e ferrigne:

-         sono le vette del Monte Penna, Tomarlo, Martincano e Maggiorasco, i cui crinali segnano il confine con la Liguria

-         sono le vette del monte Nero e del Ragola al confine con la Provincia  di Piacenza

In questa catena, costituita da rocce di origine vulcanica, è possibile imbattersi in ambienti particolarmente interessanti per l’abbondanza straordinaria di fiori rari : si potrebbero scorgere, al limite delle nevi che si ritirano a primavera, la sfrangiata soldanella alpina, bellissimi anemoni, cerulee aquilege di Bertoloni …..

 

Salendo verso la vetta del Monte Nero, non ci si può poi sottrarre all’incanto d un ambiente oltremodo suggestivo nel suo fascino selvaggio, in cui vivono alcune piante assai interessanti, primo fra tutti il pino mugo.Quest’albero dalla forma cespugliosa, che diffonde nell’aria il balsamo delle sue resine, è un vero relitto glaciale, che da millenni si annida quassù spintovi dai freddi dell’ultima glaciazione.

 

Non bisogna dimenticare di risalire anche l’impervio Ragola, per godere del rosa carico e profumato delle splendide distese di dafne cneoro e poligala falso bosso nelle due varietà giallo e rosso ciclamino

 

Se poi si sarà fortunati, ma soprattutto rispettosi e silenziosi, si potrà intravedere, nel sottobosco o tra gli aspri dirupi, il rapido dileguarsi di volpi, scoiattoli, donnole, faine, puzzole ….. e ancora, dopo aver abituato l’occhio, si potranno individuare tra l’erba gli incredibili colori di un’enorme varietà di insetti.

 

Nel corso poi delle escursioni ci si potrà inoltre dissetare alle limpide , freschissime sorgenti,. Dai nomi più o meno enigmatici( Nepurellu, Ravin, Tesu, Fugà, Pinola, Zirella etc….)

 

 


Data di creazione: 13/12/2003
Data di modifica: 13/12/2003